Pompe di calore: il mercato riparte tra incentivi e transizione energetica

Il mercato italiano delle pompe di calore torna a crescere nel 2025 grazie agli incentivi e alla spinta verso l’elettrificazione degli edifici, ma per raggiungere gli obiettivi UE al 2030 servirà un’accelerazione significativa.

Nel 2025 il mercato italiano delle PdC registra una crescita di circa il +6%, trainata soprattutto dalle macchine di grossa taglia dedicate al terziario, mentre nel comparto residenziale continuano a mostrare maggiori difficoltà le soluzioni idroniche e i sistemi ibridi.

Le pompe di calore vengono oggi considerate una tecnologia centrale per il percorso di elettrificazione e decarbonizzazione degli edifici, motivo per cui nei prossimi anni è prevista una diffusione sempre più ampia sia in ambito residenziale sia nel terziario.

Parallelamente continua l’evoluzione del quadro normativo e incentivante, con strumenti quali Ecobonus, Bonus Casa, Conto Termico 3.0 e misure legate alla transizione energetica che avranno un ruolo determinante nello sviluppo del settore.

Ad oggi il principale ostacolo rimane però l’incertezza normativa ed economica, dovuta soprattutto a:
• continui cambi degli incentivi;
• costo dell’energia elettrica elevato e volatile;
• difficoltà di pianificazione degli investimenti in un contesto economico e geopolitico ancora instabile.

Particolare attenzione dovrà inoltre essere posta all’evoluzione tecnologica delle macchine e alle nuove normative F-Gas.
In questo contesto si inserisce anche la recente UNI EN ISO 5149-4:2025, entrata in vigore a settembre 2025, che aggiorna il quadro normativo di riferimento per le attività di conduzione, manutenzione e gestione degli impianti di refrigerazione e delle pompe di calore, rafforzando l’attenzione verso sicurezza operativa, corretta gestione dei refrigeranti e tutela ambientale.

A livello tecnologico:
• continuano a dominare le soluzioni aria/aria;
• cresce l’attenzione verso refrigeranti naturali come R290 a causa delle restrizioni F-Gas.

Proprio per questo motivo emergerà sempre di più l’importanza dell’aggiornamento tecnico e della specializzazione professionale di tutta la filiera – progettisti, distributori, installatori e manutentori – così da poter garantire impianti correttamente dimensionati, efficienti e affidabili nel tempo.

Un ulteriore elemento strategico sarà rappresentato dal costo dell’energia elettrica: prezzi più stabili e sostenibili potranno favorire ulteriormente la competitività delle pompe di calore rispetto ai sistemi tradizionali.
In questo contesto arrivano segnali incoraggianti anche dal mercato europeo. Secondo l’ultimo rapporto della European Heat Pump Association, nel primo trimestre 2026 le vendite di pompe di calore in Europa sono cresciute del 17%, con incrementi vicini al 25% in Francia e Germania.

Il dato conferma una tendenza importante: la pompa di calore non viene più percepita solamente come una tecnologia incentivata, ma sempre più come un investimento strategico per migliorare l’efficienza energetica e contribuire alla valorizzazione dell’immobile nel lungo periodo.
Anche se l’Italia mostra una crescita più prudente, soprattutto a causa del forte legame tra costo dell’energia elettrica e prezzo del gas naturale, il trend europeo indica una direzione ormai consolidata verso l’elettrificazione degli edifici e la progressiva riduzione della dipendenza dai combustibili fossili.

In sintesi:

➡️ il mercato delle pompe di calore continuerà a crescere in tutta Europa e anche in Italia nel medio-lungo periodo
➡️ la pompa di calore sarà sempre più considerata un elemento strategico per l’efficienza energetica e la valorizzazione degli immobili
➡️ senza incentivi stabili, energia elettrica competitiva e maggiore preparazione della filiera sarà però difficile raggiungere gli obiettivi UE al 2030;
➡️ distributori, progettisti e installatori saranno chiamati ad assumere un ruolo sempre più consulenziale per accompagnare la transizione energetica degli edifici.