Cosa è successo davvero con il portale ENEA

D.Lgs. 5/2026

Il 4 febbraio ENEA ha chiuso temporaneamente i portali per la trasmissione delle pratiche Bonus Casa ed Ecobonus, ma non per tutte le pratiche.

La sospensione riguarda esclusivamente gli interventi con data di inizio lavori successiva al 4 febbraio 2026.

Questa decisione improvvisa è legata all’entrata in vigore del D.Lgs. 5/2026, che recepisce in Italia la Direttiva Europea RED III sulle fonti rinnovabili.

Il decreto introduce nuovi requisiti e obblighi che incidono direttamente sulle condizioni di accesso agli incentivi e che ENEA deve recepire e integrare nei portali di trasmissione dati prima di poterli rendere operativi per gli interventi con data di inizio lavori successiva al 4 febbraio 2026.

COSA CAMBIA CON IL D.LGS. 5/2026

Il decreto rafforza requisiti in larga parte già esistenti, ma li rende più stringenti e strutturati, con impatti concreti soprattutto per gli interventi futuri.

Biomasse

Per i generatori a biomassa, il decreto interviene in modo deciso su tre aspetti principali:

  • Ammissibilità limitata ai generatori certificati almeno 5 stelle
  • Condizioni ancora più restrittive per le caldaie a legna o pellet di potenza superiore a 500 kW, ambito che riguarda prevalentemente installazioni industriali o pubbliche, non il residenziale tradizionale
  • Obbligo di manutenzione almeno biennale, comprensiva anche della canna fumaria, per tutta la durata dell’incentivo

Nel caso delle detrazioni fiscali, questo significa che l’obbligo di manutenzione e la relativa documentazione si estendono per tutti i 10 anni di fruizione della detrazione.

Pompe di calore e sistemi ibridi

Il decreto non si limita alle biomasse, ma interviene anche su pompe di calore e sistemi ibridi, introducendo elementi che risultano già familiari a chi sta approfondendo il Conto Termico 3.0.

In particolare, per i sistemi ibridi, oltre alla configurazione “factory made”, vengono formalmente riconosciute:

  • i sistemi bivalenti, composti da una caldaia a condensazione e da una pompa di calore, nella quale la pompa di calore deve operare come generatore principale;
  • le pompe di calore add-on, ovvero interventi di integrazione su impianti esistenti dotati di caldaia a condensazione “giovane” (meno di cinque anni), senza procedere alla sua sostituzione, per la realizzazione di un nuovo sistema ibrido bivalente.

In queste configurazioni assumono particolare rilevanza alcune regole impiantistiche, tra cui l’obbligo di sistemi di termoregolazione evoluta di livello V, VI, VII o VIII, e la possibilità di integrare generatori di fabbricanti diversi, a condizione che l’impianto sia asseverato da un progettista.

Alla luce di queste novità, la chiusura temporanea dei portali ENEA per gli interventi con inizio lavori successivo al 4 febbraio 2026 appare come un passaggio tecnico necessario.

ENEA deve infatti:

  • recepire i nuovi requisiti introdotti dal decreto,
  • aggiornare le procedure di trasmissione dei dati,
  • adeguare le maschere di compilazione alle nuove condizioni di ammissibilità.

Con la riapertura dei portali, attesa nelle prossime settimane, sarà possibile analizzare nel dettaglio tutte le modifiche introdotte e comprendere con maggiore chiarezza l’impatto operativo delle nuove regole sugli interventi agevolati con Bonus Casa ed Ecobonus.